Salvatore Jorge... 的个人资料Through my Eyes... Truth...照片日志列表更多 工具 帮助

日志


...Preludio

 
"Sono  del  tutto  corrotto  e  del  tutto  puro. Lo  sento  nel  mio  essere , nel mio  respiro , nel  mio  sonno. Le  mie  articolazioni  tornano  a  una  terribile  fine  e  le  mie  mani  non sono più vuote. Vedrò  il  loro  sangue  scorrere. Come  fiumi che  convergono. Oltrepasso  questa  porta  ed  entro nel  mondo  degli  uomini  che  muoiono."
                                                                                                                                  (The Crown - Comics )  

...Una storia...

 
"...Pensieri intrisi... bloccati, bloccano i miei sensi e quel poco di coraggio, insito, chissà dove in qualche parte dime...
Non è solo il coraggio di vedere se stessi, persino in un falso riflesso...
Ma, è, soprattutto paura di quell'immagine umile, che si trascina, attaccata, sotto i tuoi piedi...
Piatta sagoma ( a volte, persino, goffa) che sembra, sempre, baciare il terreno sul quale cammina...
senza mai perdere la dignità... (paura) di quell'immagine a volte nitida, a volte meno, che nasce dalla luce e muore nelle tenebre...
Ti segue sempre e dovunque... a volte, con discrezione, standoti accanto... a stento la noti con la coda dell'occhio;
Altre volte, sparendo sotto i tuoi piedi... il tuo te capovolto... l'immagine reale del tuo essere... tu, solo falsa proiezione materiale...
Ancora, altre volte, sembra volerti distanziare di metri e metri, ma poi... per sua disperazione... rimane sempre attaccata, sia che tenti di fuggire rimanendo indietro... sia, che, trapassando se stessa, fermata da un muro di un palazzo, o, da una, ancor più debole barriera, scivoli repentina davanti a te... e, tenti, invano, prima, sovrapponendosi e, poi, scindendosi in tre... di trovare una, possibile, via di fuga...
Lo stesso destino le accomuna... paura, timore reverenziale... soggezione... terrore... torna, mestamente, da dove era venuta... muore della, nella, sua ombra... assassinando le altre due gemelle...
Ancora, stancamente, tenta di seguire i tuoi gesti... al pari di ubo schiavo che tenta di servire, nel migliore dei modi, inerme e con falso zelo, il suo padrone... sperando che, un giorno, questi gli conceda la grazia della libertà...
Per sentirsi "viva" ha bisogno dell'uomo-materia... si sente succube, ha paura di te... sembra, non capire, che al contrario siamo noi i "sudditi" anche se ci atteggiamo a "despoti"... è una macchia del passato che accompagna nel presente e si ripercuote nel futuro...
Siamo noi a sentire il bisogno di sfuggire al suo "fiato sul collo"... che, tremiamo per lei quando diviene rimorso...silenziosa compagna che ci segue, persino, nei nostri errori... orrori...
Questa è la triste storia dell'ombra..."
                                                                                                                                                                                                  (SJM)
 

La chiamano "solitudine"...

 
PREMETTO CHE SONO MIE RIFLESSIONI... OGNUNO PENSA QUEL KE VUOLE!!!
 
"... Spesso il male di vivere ho incontrato (mi scusi la citazione il Montale!), allo stesso modo chiunque di noi... Si parla di "solitudine"... provata su e dentro la pelle, ke s'insinua come dubbio... come tormento... forse gli abbiamo dato tale nome perchè nella sua semplicità, crea sconforto... desolazione... perchè ormai è un dogma che non va toccato... "Solitudine" è lo stare da soli... forse... 
Si, anche io l'ho provata e credevo che esistesse... ma, poi mi è spesso sorto il dubbio... ok, maledetta smania... lascio che i pensieri si facciano strada... compendo: che se è vero che, essi, non siamo che noi, è, pur, vero che, essi, nascono perchè lo vogliamo noi. Perchè senza di essi non avremmo la nostra percezione, quelle dei sentimenti e delle emozioni... sicuramente non soffriremmo, ma non gioiremmo... non vivremmo... peggio, non saremmo uomini. Lo stare in compagnia, per quanto bello possa esserlo, non è solo, stare con qualcuno... anche se si tende a negare questo pensiero... la "solitudine", se così si può chiamare, crea la conoscenza di se stessi... paura, terrore... non si vince, come, non si perde sempre.... ma, lo stare male non è colpa della solitudine, ma colpa nostra che ci crediamo e  le diamo "vita", è come una bugia che ci siamo e ci vogliamo raccontare per giustificare il nostro "perderci". Io, sinceramente, lo stare in compagnia di "me stesso"... per quanto possa essere una compagnia "mentale"... non lo ritengo non avere accanto "nessuno".     
E' vero quindi dire che "non c'è solitudine quando si è soli" ... i pensieri sono la trasfigurazione che noi ci creiamo da soli per farci compagnia...
perchè non c'è vittoria, nè resa senza nemici... i pensieri danno il senso della sfida... senza nemici non c'è battaglia... non c'è guerra... quale miglior valoroso e acerrimo nemico di noi stessi?...
 
(SJM)

...Se

 
"...Se ognuno di noi trovasse il coraggio di scrivere ciò che pensa, ciò che sogna... i sentimenti e le emozioni... delle paure e degli incubi... non ci sarebbe la crisi dell'editoria e, forse, la povertà potrebbe trovare una soluzione. E tutti, a nostro modo, avremmo molto e tanto d'interessante da dire... romanzi, horror, gialli, thriller ... poesie, canzoni  e semplici aforismi... se solo non avessimo paura... ma, la paura è un offesa ai nostri pensieri... è lo sfregio della e nella società. C'è chi sognerebbe di essere Coelho, chi Neruda... chi Stephen King... chi... ma, non dovrebbero sognare un tale, se pur, splendido paragone... perchè loro già sono nell'olimpo degli immortali e un paragone con loro sarebbe solo sminuirci... anche loro d'altronde hanno iniziato dando sfogo ai loro pensieri senza remore... ogni pensiero per quanto banale è un patrimonio inestimabile, perchè solo nostro... almeno uno di essi bisognerebbe che venisse trasportato nell'eternità dagli epitaffi del vento..."    
 
(SJM)

...Tears

 
...Non esiste la felicità senza lacrime...
allo stesso modo di come non esiste il dolore solo con le lacrime...
 
(SJM)

...Tragica illusione

 
"L'istinto è una componente fondamentale... determina le nostre scelte... ci fa essere quel ke siamo; Non sempre lo si segue, forse per la sua "natura", e non sai mai se è bene o è un male... a volte è simile alla ragione, altre agli antipodi, specie quando misto al sentimento... e l'istinto dice: "Orgoglio va a farti fottere!". E' la così detta "arma a doppio taglio"... invisibile e in un solo istante può far gioire e piangere di dolore... e solo dopo, sangue ke scorre sulla sua lama... è il sangue dell'anima ferita... prostrata al dolore... ma, abbiamo seguito l'istinto, è questo ke conta!... A volte, spesso, però... l'istinto diviene scelta forzata... perchè qualcuno ha scelto per te... e per un attimo, forse più, vorresti essere lui... guardare con gli occhi dell'altro... comprendi che senza parlare ti costringe ad un output... in ogni caso qualsiasi scelta farai, ti farai male. Una scelta che in quel momento può far gioire... capirai che è solo illudersi... la notte non si rimanda... Un'altra scelta, farà gemere tremendamente, farà maledire, mille e mille volte e più, te stesso... e, il tempo, troppo spesso verrà diffamato... perchè è una cura troppo, infinitamente, lenta... e, in istanti simili diviene solo tortura...
La libertà, è una splendida, ipocrita, utopia... siamo noi a renderla tale... forse è giusto così; Ma, non riesco a perdonare di dover essere costretto a delle scelte che il cuore mai valuterebbe... siamo semplicemente, maledettamente, splendidamente, perfidamente... uomini... Nonostante ciò, abbiamo bisogno d'illuderci che siamo noi a scegliere... prendendo un tempo che in realtà non è mai trascorso... si è fermato... dove, quando e come ha voluto l'altro... ma, ci riprenderemo il tempo solo nella sofferenza, perchè solo allora ne capiamo il reale senso, il suo potere taumaturgico... che non sta nel vedere scorrere i secondi, i minuti, le ore... perchè non scorre veloce come nella felicità... La solitudine, anche essa, diviene una "falsa verità"... perchè il tempo, è lì a battere come i battiti del nostro cuore, ad ascoltare e a scandirne ogni minimo sussulto, ogni suo respiro, anche, e soprattutto, la più sottile delle malinconie... Il tempo sistema le cose, non guariscce, lenisce, le ferite, non le fa sanguinare... e ogni pensiero diviene come un illusione di dejavù, un vissuto chi sa dove... chi sa quando... ma, non ne sei sicuro... anzi, lo sai... ma, che importa?: - E' stato... mi ha reso quel che sono e forse trarrò qualche insegnamento che, spesso, dimenticherò.. e capirò che quello che mi era parso un dejavù... era solo il mio passato..."
 
(SJM)       

Guns 'n' Roses "It's alright"

 
"Told you once about your friends and neighbors
They were always seeking but they'll never find
That it's alright, yes it's alright
Where to go, Where to see
It's always been that way and it can never be
but it's alright, yes its alright
Give it all and ask for no return
And very soon you'll see and you'll begin to learn
that it's alright, yes it's alright"


...Prologo

 

“Non  so  se  non  abbia  niente  da  dire, ma  so  che  non  dico  niente; non  so se  quello  che  avrei  da  dire  non  venga  detto  perché  indicibile; so  che quanto  dico  è  vuoto, neutro, è  il  segno  definitivo  di  un  definitivo annientamento.

E’ questo  che  dico, è  questo  che  scrivo  e  questo  racchiudono  le  parole  che traccio, le  righe  che  queste  parole  disegnano, gli  spazi  bianchi  che traspaiono  tra  una  riga  e  l’altra: se  pur  facessi  la  posta  ai  miei  lapsus […], non  troverei, pur ripetendomi, mai  altro  che  l’ombra  fugace  di  una parola  assente  alla  scrittura, lo  scandalo  del  loro  e  del  mio  silenzio: non scrivo  per  dire  che  non  dirò  niente, non  scrivo  per  dire  che non  ho  niente da  dire. Scrivo: scrivo  perché  abbiamo  vissuto  insieme, perché  sono  stato uno  di  loro, ombra  fra  le  ombre, corpo  vicino  ai  loro  corpi, scrivo  perché hanno  tralasciato  in  me un’ impronta  indelebile  e  la  scrittura  ne  è  la traccia: il  loro  ricordo  muore  nella  scrittura; la  scrittura  è  il  ricordo della  loro  morte  e  l’affermazione  della  mia  vita.”

(George  Perec - "W o  il  ricordo  d' infanzia" )

George Perec "W o il ricordo d'infanzia"

 
"La  mia  infanzia  è  tra  le  cose  di  cui  so  di  non  sapere  un  granchè. Eppure  è  alle  mie  spalle, è  il  terreno  su  cui  sono  cresciuto, mi  è  appartenuta  nonostante  l'ostinazione  con  cui affermo  che  non  mi  appartiene  più.
[...] ma  l'nfanzia  non  è  nostalgia, e  neanche  terra  o  paradiso  perduto  o  vello  d'oro, al contrario,  è  forse  orizzonte, punto  di  partenza, insieme  di  cordinate  che  potranno  dare  un senso  alle  direttrici  della  mia  vita.
Anche  se  a  sostegno  dei  miei  ricordi  non  ho  che  alcune  fotografie  ingiallite, scarne testimonianze  e  documenti  di  poco  interesse, mi  ritrovo  costretto  a  evocare  quanto  per troppo  tempo  ho  chiamato  l'irrevocabile; quello  che  è  stato, che  si  è  interrotto, che  fu concluso: quello  che probabilmente  è  stato  perchè  io  continuassi  a  essere."
 
 

Raige & Zonta "La leggenda della tigre dagli occhi di giada"

 

"Lei è l’ultimo baluardo di un era al tramonto,
c’era quando il mondo era giovane e l’uomo era solo polvere attorno
figlia di Gaia, nata dal soffio del vento
che le dava forma all’ombra del cielo che respirava
il sole sorse, la scorse
e colpito dalla sua bellezza le diede fierezza e magiche forze
zampe per correre, artigli per colpire
e zanne fatte per mordere come per stringere appigli per uscire
la notte, anche la luna la vide
e decise di darle in dono sia il buono, che il male per uccidere
l’intelligenza superiore per decidere
ma anche un animo interiore oscuro e duro, con cui convivere
fatto di scelte libere ma,
a patto di vivere per sempre nel verde e in assoluta cecità
lei accettò le responsabilità e prese la sua strada
ma già sognava degli occhi di giada.

Tora-Ki, tigre dagli occhi di giada
Tora-Ki, unica regina di Okinawa
Tora-Ki Tora, Tora-Ki Tora, Tora-Ki Tora, Tora-Ki
Tora-Ki, tigre dagli occhi di giada
Tora-Ki, unica regina di Okinawa
Tora-Ki Tora, Tora-Ki Tora, Tora-Ki Tora, Tora-Ki

Regina della corda del Pacifico
con l’animo pacifico di chi diventa sorda quando il grido è del pericolo
protettrice delle creature di madre terra
eletta dalla stessa a quel ruolo sull’orlo della guerra
il cielo che voleva il monopolio del suolo
si tingeva d’olio e scagliava loro ogni fulmine o tuono
in quel turbine d’odio, Tora aiutava i più deboli
la sola risorsa di chi non poteva difendersi
nell’ergersi, con la sua mole
il suo ruggito era la liberazione di mille parole d’amore
squarciava nubi colle zanne, sfatava il mito dei dubbi
mandava in panne i colori più cupi
salvò tutti meno uno, la cecità
la costringeva alla percezione che non arrivava fino a la
distrutta dal rimorso, contava il tempo e i suoi rintocchi
e dentro bramava a più non posso quegli occhi.

Rit.

Il desiderio bruciante la rese vittima
nel momento in cui si arrese a ciò che le pareva importante,
gridò quella notte il suo dolore alla mezza falce
con parole di miele dal sapore di sangue
dimenticò, la promessa e la sua stessa natura
ce la portò la paura e madre natura la pianse
la mandarono in trance, quelle pupille
il suo cervello era sveglio ma il corpo voleva mille battaglie
si ritrovò, ad uccidere, chi prima proteggeva
come poteva reprimere ciò, che non voleva,
si narra che uccise derise e perseguitò,
dilaniò, però lo fece mentre piangeva
il Sole dall’alto la guardò, inviò i suoi raggi
più forti degli altri e la pietrificò
ciò che si verificò, fu la fine di Tora la pura
che da quel giorno è statua di monito nella fortezza di Shura
Ora che gli occhi di giada, guardano gli occhi di giada
io lascio gli occhi di giada, per l’energia della tigre
Ora senza gli occhi di giada, guardo chi ha gli occhi di giada
e dentro quegli occhi di giada non c’è energia della tigre.

Rit.

Ora che gli occhi di giada, guardano gli occhi di giada
io lascio gli occhi di giada, per l’energia della tigre
Ora senza gli occhi di giada, guardo chi ha gli occhi di giada
e dentro quegli occhi di giada non c’è energia della tigre
Ora che gli occhi di giada, guardano gli occhi di giada
io lascio gli occhi di giada, per l’energia della tigre
Ora senza gli occhi di giada, guardo chi ha gli occhi di giada
e dentro quegli occhi di giada non c’è energia della tigre."

(Tora-ki)

 

Raige & Zonta

 

"Io ho chiesto a cento cieli dov’eri, e mi hanno risposto che non eri in luoghi o tempi
ma dentro i fuochi non spenti dei miei desideri
io so che quelli non hanno pareti, che se li spegni li perdi
e che se li spendi in pensieri li cerchi
ma grazie a Dio io ho la determinazione durante il ciclone di eventi
è la casa dei sentimenti più veri
non dimentichi tempi così neri, quando ti inventi forte
di fronte alle stronze e i dispiaceri
l’anima ha la protesi e se osi,
scriverne un’ipotepòsi è comunque un’ipotesi
ma sapevo che eravamo prossimi, io qua giù col blu negli occhi
e tu lassù fra tinte forti a nasconderti
quando il tetto dei mondi reclama il più bello tra gli astri
e anche il suolo lo brama non meno degli altri
è lotta tra tanti, per rivendicarti
e visto il gioco mi chiedo chi sono pure solo per cercarti.

Ora che ti ho, so che mi cercavi
il mio astro c’ha gli occhi di alabastro e la dolcezza nella mani
ora dammi un domani, che ho speso gli ieri per gli oggi
e appoggi seri ce li ho solo se rimani
si, tempi strani, mò che l’unica certezza è un dubbio
una carezza è un rifugio e se sei fuori da quell’uscio non ami
tieni i miei drammi in pugno e il tuo lume di giugno
da alle mie paure volti più umani
il più grande tra i peccati l’ho commesso, ho messo una stella al suolo
il cielo piange per un uomo che ha avuto successo
si dice, che dentro c’è una voce ed è difficile ascoltarla
non per come parla ma per quel che dice
due vite unite, perché il dolore è la cornice
di un disegno che col tempo non muore se lo decide
e non so dire perché tu sia mia
forse se avessi risposte, ne avrei perso la magia.

(L' unica)

Raige & Zonta


"7/9/05 morire  per  rinascere  più  forti,
costi  quel  che  costi  i  miei  meriti
non  sono  disposti  a  darmi  crediti  già  nostri,
fuori  dalle  ceneri  dei  presupposti
per strapparmi un sorriso, butolino sulle labbra
e  una  lama  che  mi  apra  in  modo, preciso
ho  reciso  dalla  faccia  ogni  traccia, di  emozione
passione  minaccia, congela  permafrost, cose  che  restano,
preziose, se  un  lettore  le  spara  esaspera  il  concetto  di  attitudine  se  è  onesto
cresco  perché  devo  alle  porte, del  2006, Raige  tra  la  moltitudine
vive  ancora  con  l’anima
ridimensiono  i  miei  sogni, in  altezza, non  nella  fierezza  di  esporli
circoscritti  a  una  lacrima
per  ogni, volta  che  cado  c’è  un  31 di  marzo, e  uno  sguardo  da  guerriero  sul  deserto  di  Atacama,
rose  rosse  vermiglio  pensieri  in  scompiglio, sul  ciglio  degli  ieri  di  una  donna  che  mi  ama/
dillo  a  loro, lui  mi  punirà  tesoro, e  c’ avrà  l’ oro  sul  filo  di  una  katana, sayonara
la  trama  è  fitta, e  senti, che  il  mio  cuore  non  si  affitta
e  non  ho  l’ interruttore  dei  sentimenti
e  se  credi, al  diritto  di  sbagliare  col  dovere  di  riscattarsi,
allora  sai  dove  trovarmi"
                                                      
(MAI)

 

 

 


...Club Dogo (Vile Denaro)

 
"Dai un abbraccio ai veri amici che ho avuto e di a mio padre che mi scuso se ho deluso per come ho vissuto; ma se qua ho fatto male è solo un punto di vista e se parlo male, forse, la parola giusta. Chi mi assolve è l'amore se non che uccide lentamente, perdona i miei nemici e tieni i nomi a mente. Se vuoi muovere il mondo, devi muoverti tu. Stai su e ricorda"
 
"Odio il cielo, giuro che sta volta l'odio davvero, non è il mio limite non mi sento leggero. [...] Non è la fede, frà, ho pure provato a credere, ma bruciano nel fuoco i miei peccati e poi tornano dalla cenere. [...] Non vedo non sento e non parlo, ma non  farlo mi uccide i sensi. Io so che posso avere ciò che voglio e non ho la testa in alto tra la gente che mi voglia o no. Io non ti sveglio, no. Nessuno perdona chi l'abbandona. Dormi e sogna che torno con la corona"
 
(Tornerò da re)
 
 
"Mi sento schiavo anche da libero e non passa più
dammi la chiave, tu dammi il passpartout
la scintilla vuole diventare uomo, l'uomo stella
la stella il sole, il sole Dio, non basta più
un sussurro vuole diventare suono..."
 
                                                                   (La chiave)
 
 
 
"...E' schiava  del  verbo  di  Cristo  (sì)
Tace  i  peccati  quando  guarda  negli  occhi  del  crocefisso
Si  fa  ma  non  si  dice, frà, punta  la  telecamera
Il  video  vuole  il  sorriso  perciò  taglia  via  la  lacrima
L'anima  è  sporca, meglio  fingersi  cieco  (sì)
Per  non  vedere  che  ogni  santo  ha  una  storia  di  sangue  dietro
Non  sono  un  uomo  comune, non  credo  al  luogo  comune
Dell' uomo  buono: vivo  nel  malcostume"
 
(La  verità)
 
 
 
"Mangiami il cuore, come un'esecuzione (sì)
Dammi il senso di colpa nel nome del Signore (ah-ha)
Catene d'oro stringono, aumentano la tensione
Frà, mi rendono schiavo della furia dentro al mio nome
Ne bevo uno di troppo e perdo l'affetto
Non esagero: se penso che la tiro già il cuore mi esce dal petto
Frà, è la rabbia che mi dà la fame
Siamo come madre e figlio: puoi tagliare il cordone, non il legame. [...]
 
Scrivo, so che i miei tempi non hanno le ali degli angeli
Ma vivo, preferisco pentirmi che rimpiangerli
Ogni amicizia profonda si paga cara"
 
 
 
E sono in sbatti quando mi sto addormentando
Perchè per gli incubi non c'è il telecomando [...]
Questa fiction fa sul serio, cosa racconterò a mio figlio?
Diabolica sostanza, sto cadendo senza appiglio
C'è qualcuno che mi sgama anche se muovo un sopracciglio
E nessuno che mi ama.. nessuno..

 

(Dolce Paranoia)



"Il principe del sorriso" Totò (Antonio De Curtis) - 'A livella

                                        
                                                     
 
 
Ogn' anno,  il  due  novembre, c'è  l'usanza 
per  i  defunti  andare  al  cimitero.
Ognuno  ll'adda  fa'  chesta  crianza;         [ognuno deve  fare questa atto di rispetto;
ognuno  adda  tenè  chistu  pensiero.             ognuno deve avere questo pensiero.]
 
 
Ogn' anno, puntualmente, in  questo  giorno,
di questa  triste  e  mesta  ricorrenza,
anch'io  ci  vado, e  con  dei  fiori adorno
il  loculo  marmoreo  'e  zi'  Vicenza.
 
 
St'anno  m'è  capitata  'n'  avventura...
dopo  di  aver  compiuto  il  triste  omaggio
(Madonna!),  si  ce  penzo, che  paura!
ma  po'  facette  un' anema  e   curaggio.        [ma poi mi feci anima e coraggio.]
 
 
'O  fatto è chisto, statemi  a  sentire:             [Il fatto è questo, statemi ad ascoltare:
s'avvicenava  ll'ora  d' 'a  chiusura:                 si  avvicinava l'ora della chiusura:]
io, tomo  tomo, stavo  per  uscire
buttando  un'occhio  a  qualche  sepoltura.
 
<< QUI DORME IN PACE IL NOBILE MARCHESE
SIGNORE DI  ROVIGO E DI BELLUNO
ARDIMENTOSO EROE DI MILLE IMPRESE
MORTO L'11 MAGGIO DEL '31>>.
 
 
'O  stemma  cu 'a  curona 'ngoppa  a  tutto...                [Lo stemma con una corona in alto su tutto...
...sotto  na   croce  fatta  'e  lampadine;                           ...sotto una corona fatta di lampadine;
tre  mazze  'e   rose  cu   'na  lista  'e  lutto:                    tre mazzi di rosa listati a lutto:
cannelle, cannelotte  e  sei  lumine.                              candele, candelotti e sei lumini.]
 
 
Proprio  azzeccata  'a  tomba  'e  stu  signore             [Proprio accanto alla tomba di questo signore  
nce  steva  'n' ata  tomba  piccerella,                              c'era un'altra tomba piccolina,
abbandunata, senza  manco  un   fiore;                       abbandonata senza neanche un fiore;
pe'  pegno, sulamente  'na  crucella.                             per  pegno, solamente un piccola croce.]
 
E  ncoppa  'a  croce  appena  si  leggeva:                    [E sulla croce si leggeva a stento:]
<< ESPOSITO GENNARO NETTURBINO>>: 
 
guardannola, che  ppena  me  faceva                        [guardandola, che pena mi faceva  
stu  muorto  senza  manco  'nu  lumino!                    questo morto senza neanche un lumino!]
 
 
Questa  è  la  vita!  'ncapo  a  me  pensavo...            [Questa è la vita! pensavo nella mia mente               
chi  ha  avuto  tanto  e  chi  nun  ave  niente!           chi ha  avuto tanto e chi non ha avuto niente!
Stu  povero  maronna  s'aspettava  ca  pure  all'atu  munno  era  pezzente?
                                                              Questo poveretto si aspettava che anche all'altro mondo era pezzente?]
 
 
 
Mentre  fantasticavo  stu  penziero,                        [Mentre fantasticavo questo pensiero,
s'era  ggià  fatta  quase  mezzanotte,                       si era già fatta quasi mezzanotte
e  i'  rummanette 'nchiuso  prigiuniero,                   e io rimasi chiuso prigioniero
muort  'e  paura ... nnanze  'e  cannellotte.              morto di paura... davanti ai candelotti]
 
 
Tutto  a  nu  tratto, che  veco  'a  luntano?             [All'improvviso, cosa vedo da lontano?
Ddoje  ombre  avvicenarse  'a  parte  mia...               due ombre avvicinarsi dalla mia parte...
Penzaje:  stu  fatto  a  me  mme  pare  strano...       Pensai: a me questo fatto sembra strano...  
Stongo scetato... dormo, o  è  fantasia?                   Sono sveglio... dormo, o è fantasia?] 
 
 
Ate  che  fantasia;  era   'o  Marchese:                      [Altro che fantasia; era il Marchese: 
c' 'o  tubbo, 'a  caramella  e  c' 'o  pastrano;             col cilindro, il monocolo e il pastano;
Chill' ato  appriesso  a  isso  un  brutto  arnese:      Quell'altro dietro di lui un brutto arnese: 
tutto  fetente  e  cu  'na  scopa  nmano.                      tutto fetente e con una scopa in mano.] 
 
 
E  chillo  certamete  è  don  Gennaro...                    [E quello certamente è don Gennaro... 
'o  muorto  puveriello... 'o  scupatore:                        il morto poverello... lo spazzino:
'Int'  a  stu  fatto  i'  nun  ce  veco  chiaro:               In questo fatto non ci vedo chiaro:
so'  muorte  e  se  retirano  a   chest'ora?                   sono morti e si ritirano a quest'ora?]
 
 
Putevano  sta'  'a  me   quase  'nu  palmo                [Potevano distare da me quasi  un palmo 
quando  'o  Marchese  se  fermaje  'e  botto,               quando il marchese si arrestò di botto,
s'avota  e, tomo  tomo... calmo  calmo,                    si volta, e con aria superficiale... calmo calmo, 
dicette  a  don  Gennaro: << Giovanotto!                   disse a don Gennaro:]
 
 
Da  Voi  vorrei  saper, vile  carogna,
con  quale  ardire  e  come  avete  osato
di  farvi  seppellir, per mio  vergogna,
accanto  a  me  che  sono  un  blasonato?!
 
 
La  casta  è  casta  e  va,  sì,  rispettata,
ma  voi  perdeste  il  senso  e   la  misura;
la  vostra  salma  andava,  si, inumata;
ma  seppellita  nella  spazzara!
 
 
Ancora  oltre  sopportar  non  posso
la  vostra  vicinanza  puzzolente,
fa  d'uopo, quindi, che  cerchiate  un  fosso
tra  i  vostri  pari, tra  la  vostra  gente>>.
 
 
<< Signor  Marchese, nun  è  colpa  mia,                   [<< Signor Marchese, non è colpa mia, 
i'  nun  v'avesse  fatto  chistu  tuorto;                                non v'avrei fatto questo torto;
mia  moglie  è  stata  a  ffa'  sta  fesseria,                      è stata mia moglie a fare questa stupidagine,
i'  che  putevo  fa'  si ero muorto?                                       cosa potevo fare se ero morto?
 
 
Si  fosse  vivo  ve  farrie  cuntento,                             Se fossi vivo vi farei contento, 
pigliasse  'a  casciulella  cu 'e  qquatt'osse,                  prenderei la piccola cassa con le quattro ossa
e  proprio  mo, obbj... 'nd'a  stu  mumento                 e proprio adesso, vede... in questo istante
mme  ne  tresesse  dinto  a  n'ata  fossa>>.                  me ne entrerei in un'altra fossa>>]
 
 
<< E cosa  aspetti, oh  turpe  malcreato,
che  l'ira  mia  raggiunga  l'eccedenza?
Se io  non  fossi  stato  un  titolato 
avrei  già dato  piglio  alla  violenza!>>
 
 
<<Famme  vedé... Piglia  sta  violenza...                  [<< Fammi vedere... prendi questa violenza...
'A verità, Marchè, mme  so'  scucciato                              La verità, Marchese, mi sono scocciato  
'e  te sentì; e  se  perdo  'a  pacienza,                             di sentirti; e se perdo la pazienza,
mme  scordo  ca  so'  muorto  e  so' mazzate!...                dimentico che sono morto e sono mazzate!...
 
 
Ma  chi  te  cride  d'essere... nu ddio?                           Ma chi credi d'essere... un dio?
CCà  dinto, 'o  vvuò  capì, ca  simmo  eguale?...              qua dentro, lo vuoi capire, siamo uguali?...
...Muorto  si'  tu  e  muorto  so'  pur' io;                          ...Morto sei tu e morto sono anche io;
ognuno  comme  a  n' ato  è  tale  e  qquale>>.               ognuno come un'altro è identico>>.] 
 
 
<<Lurido  porco!... Come  ti  permetti
paragonarti  a  me  ch'ebbi  natali
illustri, nobilissimi  e  perfetti,
da  fare  invidia  a  Principi  Reali?>>
 
 
<<Tu  qua'  Natale... Pasca  e  Ppifania!!!                   [<<Tu quale Natale... Pasqua ed Epifania!!!  
T' 'o  vvuo'  mettere 'ncapo... 'int' 'a  cervella                 Te lo vuoi mettere in testa... nel cervello
che  staje  malato  ancora  'e  fantasia?...                    che sei ancora malato di fantasia?... 
'A morte  'o  ssaje  ched'è?... è  una  livella.                    La morte sai cos'è?... è una livella. 
 
 
'Nu  rre, 'nu  maggistrato, 'nu  grand'ommo                   Un re, un maggistrato, un grand'uomo
trasenno  stu  canciello  ha  fatt' 'o  punto                   varcando questo cancello ha compreso
c'ha  perzo  tutto, 'a  vita  e  pure  'o  nomme:            che ha perso tutto, la vita e anche il nome:
tu  nun  t'he  fatto  ancora  chistu cunto?                    tu non hai fatto ancora questo conto?
 
 
Perciò, stamme  a  ssentì... nun  fa'  'o  restivo          Perciò, stammi ad ascoltare... non fare il restio           
suppuorteme  vicino  -  che  te  'mporta?                       sopportami vicino - che t'importa?
Sti  ppagliacciate  'e  ffanno  sulo  'e  vive:                       Queste pagliacciate le fanno solo i vivi: 
nuje  simmo  gente  serie... appartenimmo  'a  morte!>>.        
                                                                                   Noi siamo gente seria... apparteniamo alla morte>>.]
 

...Superficiale io!

 
"...In realtà non so nemmeno da dove cominciare... forse da "SCUSAMI!"... perchè ero chiuso nel mio mondo... così profondo da non accorgersi di rischiare la superficialità nei rapporti... Ti conosco ormai, da quella ke si potrebbe definire metà della mia vita, come ti ho già detto..."credevo di conoscerti... non bene, ma una minima... invece, a volte non basta solo "frequentarsi" per "scoprire" una persona... un Amico... e non per colpa sua, qui ciò messo solo del mio... parlavamo, skerzavamo... ma, era come se provassi "fastidio"... come se non riuscissi a comprendere che io e te "abbiamo, in fondo, lo stesso cuore... ma, un modo differente di "mostraci" alla vita... Tu sorridendo... io "incazzato"... vedevo "solo me" e il resto solo "fastidio e noia" (come se poi fosse colpa tua o degli altri!)... Ero sincero e lo sono: Ti ho sempre ritenuto un "amico"... ma, a volte spesso... era come se fingessi... Stupido io!    
A volte, basta leggere le pagine di un blog e... comprendi...   
Mi sono reso conto ke quasi non ti conoscevo affatto... leggendo, mi rendo conto ke tu sei come "l'altra parte dello specchio"... sei così, maledettamente simile a me... e non ero riuscito a riconoscerti... agli antipodi, noi, ma guardavamo le stesse emozioni... con ammirazione, trasporto... amore... delusione... e speranza... solo ke tu le vivevi, io le "gettavo via" per metterle in "un mondo solo mio"... Tu hai trovato quel coraggio, ke solo adesso io trovo... Amico Mio! ... non eri tu il superficiale... ma, io... GRAZIE per avermelo fatto capire!" 

Assalti Frontali - Va tutto bene

 

 

Io
ero paziente
ero concentrato sui dettagli
e salvavo la mia vita
come cane di paglia e la sua storia antica
una spirale a girare
tra il mio senso di colpa universale
e tu che mi confondi le idee che voglio chiare e ora
lascio andarmi fuori
lascio tutto fuori
la tranquillità dei ruoli la via lattea degli errori
quando cresci insieme
capita di essere crudele
e ferire le persone a cui vuoi bene
e va bene vedi come viene
l'adattamento non è tempo
per andare al passo del più lento
per me è stato sul serio ti volevo
non chiedevo altro che di essere dov'ero
ora
sono il pazzo che è in me lo spietato con me
se fossi più sicuro di me
non andrei a sanguinare la mia bocca una mattanza
su un pugno di ragazzi pazzi di speranza

RIT
Va tutto bene
la strada divide io scelgo la mia direzione
va bene
vengo a sciogliere quel bue che gira sempre attorno
vengo a liberare il bue che gira intorno al suo solco
vengo a sciogliere il bue che gira gira gira intorno al suo solco in eterno

Se scoppio questo è un ciao
non è un addio
se hai un fratello che ti vuole bene quello sono io
un nuovo giorno nasce
blu come la sorte
io inseguo i miei fantasmi
e ti abbraccerò due volte
uno è per l'amore
uno per la forza
perderò la strada e troverò la mia salvezza
staccarsi non è facile per niente ma va bene
il mondo sconosciuto è il mondo che mi appartiene
l'importante
è non dimenticarsi nella notte
conosco l'abbandono
la morte di un'amante
e ogni volta è una violenza
e ogni volta che
saprò di te
farò i conti anche con la mia esistenza

RIT

Quando devo ingoiare
dimentico di tutto il tuo male
spingo ancora
come un'onda nel mare
e così sono
un uomo ancora intero sono
come un veggente volo
nel sonno mi divoro
ora so ripartirò
sento dentro la pace che calma
e più nessuna voce che calma
ferito
questo almeno l'ho capito
se non va può anche andare
ma non all'infinito
ritorno nel livello più basso
da solo mi addormento nell'ottavo piano di un palazzo
la rabbia la conosco
ma vola via presto
dovrei almeno soffrire per alzarmi ma non soffro
ora sono il pazzo che è in me lo spietato con me
se fossi più sicuro di me
non andrei a sanguinare la mia bocca una mattanza
su un pugno di ragazzi pazzi di speranza

RIT

Va tutto bene
io sarò quello che rimuove
non vivo nel rancore
di un temporale di stagione
fino all'ultima scintilla
poi cane di paglia
prende fuoco ch'è una meraviglia.

 

Bisogna pensare negativo... è così che nasce il positivo... ancora, perchè, solo così, si vivrà con entusiasmo... e immensa gioia la felicità inaspettata... chi è già felice non ne gode...

 
"Non esiste "solo" la felicità, come non esiste "solo" la tristezza, perchè anche chi soffre, prima o poi, dovrà al meno fare un "muorzo" di sorriso... e, perchè, anche quando si è felici si piange..."  
 
Allo stesso modo...
 
"Ci deve essere, sempre, del positivo nel negativo anche se è solo un punto macroscopico... perchè anche nel positivo c'è un punto negativo...
mi riferisco all'amore... alla famiglia... alla nostra vita"
 
(SJM)

Passato... Sentimenti sanguinanti... guardarsi indietro (sentimenti traditi) con indifferenza... sorridere e vedere il futuro... e per fortuna: "NIENTE PIU' UGUALE SARA'...MAI!!!"

 

“E’ incredibile come i pensieri affluiscano e affiorino alla mente ancor più dei ricordi… come il cuore irrazionalmente e senza farcene accorgere ci faccia voler bene; guardare l’amore con gli occhi del cuore è così facile, ma anche così difficile e triste…”

 
         "Non tutto inizia dall'inizio... vi è un inizio anche nella fine
L'amore non conosce inizio e fine, non ha tempo... vive delle emozioni della vita."
 
                                                  "Sapresti definirmi dopo avemi vissuto?"              
 
"Hai preso il mio calore quando mi hai stretto a te... in me... gelido freddo..."
 
 
                                                "Non è la notte a farmi male... essa rinnova i miei sogni le mie speranze... è il giorno a ridestare la realtà..." 
 
 
 
"...Un immagine stropicciata viene dispiegata, ma rimane incrinata per quanti sforzi possa fare..."
 
 
 

“Non sono io il Latin-lover che credevi... una sottile differenza... "Latin-lover"  non è colui che fa cadere le donne ai suoi piedi, ma è colui che ama a sa farsi amare nel giro di un palpito di cuore e non con altrettanta facilità, ma pur sempre veloce, riesce a distaccarsi “freddamente” malinconicamente dall’amore, ma non dalla passione!”.

 
 
 
                                                                                    "Bambino mio, non perdere mai te stesso... non smettere di credere e continua a sognare per sperare di sorridere con effimera sincerità in un futuro migliore" 
 
 (SJM)                                                      
 

(Il più grande fan de "I cavalieri dello zodiaco") Voltaire: "Non sono daccordo con quel che dici, ma darei la vita perchè tu possa dirlo"

 
                                   SAINT SEIYA -   THE HADES _ CHAPTER SANCTUARY
 
 
                                           
 
Namida yori mo yasashi Uta o      (Una canzone più gentile delle lacrime)
Kanashimi yori sono Nukumori o   (Trasmette calore più della Tristezza)
 
Sekai wa sonnanimo                                           (Il mondo è così)
Kantan ni Kawaru to wa Omowanai kedo  (Non pensavo cambiasse così facilmente)
Shizuka ni yami o Tokashite                        (Sciogli silenziosamente l'oscurità)
Aruite Aruite Mi o Tomonau                 (Camminando, camminando diventerà vero)
Yukkuri emo Chikazukeru Kara             (Anche se piano piano, posso avvicinarmi)
Yume no Kakera Daisuki na Hito        (Il frammento di un sogno la persona che amo)
Omoi Egaita Ai no Katachi wa               (La forma dell'amore dipinta nel mio cuore)
Zuttu Zuttu Sagashi Tsuzukete              (Continuerò a cercarla per sempre)
Anata no Tame ni                               (Quante cose posso fare per te!)
Dekiru Koto nante                                   (Forse non ti ho amato)
Aishita Koto nai Karno Shirenai         (Ma anche se fosse così)
Demo Soredemo Furete itai yo            (Voglio starti vicino)
Kanashimi yori sono Nukumori o  (Quel calore più della tristezza)
Kurukuru Mawaru                               (Gira e gira)
Chikyerugi Kurukuru Kawaru       ( La terra cambia)
Jikan Sekai no Hate ni    (Il tempo alla fine del mondo)
Ai o Yorokobi Noserunomi  (Per diffondere gioia e amore)
Yume o                                               (Un sogno)
  
 

Frame de..."Il giocattolo di carta"

 
"...La terra era intrisa di sangue, di dolore, di sacrificio e di follia... il cielo eterno spettatore aveva cercato di tergere simili scempi... le sabbie del tempo avevano trasportato il bene e il maledel mondo, in eterno conflitto... e come una clessidra subiva frequenti capovolgimenti:
...Follia e razionalità, realtà e sogni da desiderare.
Continuare a distruggersi per far morire l'anima..." 
                                                                                                                                                                                                            (SJM)